Ss. Cornelio e Cipriano mar. – Un po’ di Pane Spirituale per Camminare in Cristo – Mercoledì 16 settembre 20

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Mercoledì, XXIV Tempo Ordinario – Ss. Cornelio e Cipriano mar. – PRIMA LETTURA 1Cor 12,31-13,13 – Dal Salmo 32 (33) – VANGELO Lc 7,31-35 –

Riflessione quotidiana al Vangelo per camminare in Cristo: «Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato, abbiamo cantato un lamento e non avete pianto!». Come capire se in un cuore manca l’amore? Dall’incapacità di lasciarsi coinvolgere. Dio è Amore, e lo ha dimostrato lasciandosi coinvolgere dal nostro bisogno: quando l’uomo si è ritrovato nel peccato, Dio lo ha soccorso, non è rimasto sordo al nostro pianto. E il suo intervento è stato proporzionato al suo amore, cioè infinito, oltre ogni aspettativa e speranza, oltre ogni merito e richiesta. Gesù si è coinvolto con la storia dell’uomo al punto da prendere su di sé il nostro peccato, fino al punto di portarlo con sé sulla Croce. In questo sta l’amore di Dio: non è un Dio che attende nell’alto dei cieli, ma che è disceso, si è fatto come noi ed è rimasto con noi, nella Chiesa, nei Sacramenti, nel prossimo. Impariamo da Dio ad amare: lasciamoci coinvolgere dal pianto o dalla gioia del nostro fratello, mettiamoci in ascolto del prossimo, produciamo atti concreti di carità, di presenza, di operosità, di intercessione, di offerta. Altrimenti, resteremo solamente bronzi che rimbombano o cembali che strepitano: buoni a nulla se non per fare rumori e stonature. Convinciamoci con le parole dell’Apostolo: «Se non avessi la carità, non sarei nulla».

Pane di oggi: Signore Gesù, donami orecchi che sappiano ascoltare le tue parole e le parole del prossimo, perché io possa udirle, cogliendone i bisogni e realizzandone le aspettative. Donami i tuoi occhi perché veda gli spazi di carità dove possa io intervenire e li dilati sempre più. Donami il tuo cuore, perché ci sia spazio per tutti; donami le tue gambe perché possa danzare e correre per portare a tutti il lieto annunzio della salvezza. Donami la tua misura, perché possa vivere l’Amore senza misura.
Senza la carità, le preghiere e le opere non valgono a nulla.

fonte: http://www.madredellaparola.it/?page_id=110

Cornelio, il Papa dell’accoglienza

A Roma nel 251, dopo qualche anno di sede vacante dovuta alla persecuzione di Decio, viene eletto Papa Cornelio, romano, forse di nobili origini, certamente riconosciuto come uomo di fede giusto e amorevole. La sua elezione, però, non viene accettata dall’eretico Novaziano, che si fa consacrare antipapa e promuove uno scisma proprio all’interno della città di Roma. Cornelio – che riceve il sostegno a distanza del vescovo Cipriano – è accusato di essere troppo morbido con i “lapsi”: gli apostati che tornano alla Chiesa senza le dovute penitenze, ma semplicemente presentando un certificato di riconciliazione ottenuto da qualche sedicente confessore. Come se non bastasse, a Roma si scatena un’epidemia di peste e poi anche la persecuzione anticristiana di Gallo. Papa Cornelio viene esiliato e incarcerato a Civitavecchia dove muore, ma sarà seppellito a Roma nelle catacombe di San Callisto.

Cipriano, il vescovo convertito

Cipriano nasce a Cartagine nel 210: è un abile retore ed esercita la professione di avvocato. Poi un giorno incontra la parola di Gesù e si converte al cristianesimo. Siamo nel 246 circa. Grazie alla sua fama di intellettuale, viene subito ordinato sacerdote e consacrato vescovo della sua città. Anche a Cartagine, però, la situazione dei cristiani non è facile: infuriano le persecuzioni volute da Decio prima, poi da Gallo, Valeriano e Gallieno e così molti fedeli, piuttosto che morire, decidono di tornare al paganesimo. Alcuni poi, però, si pentono, ma la linea di accoglienza e benevolenza tenuta dal vescovo Cipriano nei loro confronti è invisa ai rigoristi. Coinvolto anche lui nella disputa dei “lapsi”, lotta contro il prete Novato, sostenitore locale dell’antipapa Novaziano, e contro il diacono Felicissimo che aveva eletto Fortunato come antivescovo. Nel 252 riesce a convocare un Concilio a Cartagine e a condannarli, mentre Papa Cornelio, a Roma, ne conferma la scomunica. In clandestinità durante la persecuzione di Valeriano, Cipriano torna a Cartagine per dare testimonianza di fede morendo da martire.

Il Santo del 16 settembre

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