S. Juan Diego – Un po’ di Pane Spirituale per Camminare in Cristo – mercoledì 9 dicembre 20

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Mercoledì, II di Avvento – S. Juan Diego – PRIMA LETTURA Is 40,25-31 – Dal Salmo 102 (103) – VANGELO Mt 11,28-30

Riflessione quotidiana al Vangelo per camminare in Cristo: «Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro». Oggi la Liturgia fa incrociare la richiesta della Chiesa, “Vieni, Signore Gesù”, con l’invito del Cristo, “Venite a me”. L’amore è incontro di due persone che si desiderano, che si cercano, che si invitano e si accolgono a vicenda. Il Tempo di Avvento è il momento della ricerca, del desiderio dichiarato, dell’invito reciproco. “Vieni, Signore Gesù e pianta la tua ten-da nella mia anima, riposa in me”. Così dice la Chiesa, e così risponde l’Amato: “Venite a me e troverete ristoro per la vostra vita”. Il cammino di fede è movimento, è incontro continuo: da una parte è un andare verso Dio, percorrere la Via, raggiunge-re la santa dimora dell’Altissimo; dall’altra parte è un cammi-no di Dio verso l’uomo, fino al centro dell’anima, in quella che santa Teresa di Gesù definiva la stanza del Re. Perché si realiz-zi questo incontro, Dio ha già preparato tutto, perché tutto è grazia, perché tutto è dono, sia il suo amore che lo porta a farsi nostro prossimo, sia la forza che ci infonde lo Spirito Santo per innalzarci verso di lui. Il Natale è la realizzazione nel tempo di questo incontro con l’umanità che Dio vuole realizzare oggi con ciascuno di noi. Ecco perché rinnova anche oggi, anche per me lo stesso invito: “Vieni, e ti darò la pace”.


Pane di oggi: Quanto è grande il tuo desiderio di me, o Dio! Sembra impossibile eppure tu mi brami. Non ho nulla da offrirti, eppure tu mi desideri. E nel venire a me, mi chiami a te, mi inviti a questo amplesso di grazia ove dissertare ogni mia fame e sete, dove pacificare ogni mio conflitto, ove illuminare ogni mia tenebra. Tu solo mi puoi dare rifugio, tu solo sei la mia pace, la mia unica e piena realizzazione. In te solo io trovo ristoro.
Azione: Nulla può darmi più pace e gioia del Cuore di Cristo Gesù.

fonte: http://www.madredellaparola.it/?page_id=1

San Juan Diego Cuauhtlatoatzin - La Nuova Bussola Quotidiana

Nel 1521 in Messico si scontrano due culture. Da una parte vi sono i conquistatori venuti dalla Spagna, dall’altra gli aztechi con la loro civiltà. Soccombono gli aztechi per l’ingordigia e la violenza degli invasori.

Nel dicembre del 1531 un indigeno da poco convertito e battezzato si dirigeva alla chiesa di Santa Cruz per assistere alle lezioni di catechismo. Passando vicino a una collina, non lontana da Città del Messico, sente un cinguettio gioioso di uccelli e si avvicina. Ode allora una voce che lo chiama.Dopo le apparizioni, Juan Diego orientò la sua vita decisamente verso Dio. Trascorse il suo tempo tra la coltivazione dei campi e le pratiche della religione cristiana testimoniando instancabilmente la promessa falla dalla Vergine di intervenire a favore di quanti si rivolgeranno con affetto filiale al suo cuore di Madre.ma per nome, la Madonna, che lo invita a recarsi dal vescovo per chiedergli di costruire un tempio «dove io possa mostrare tutto il mio amore» di madre misericordiosa. Juan Diego obbedì, ma il vescovo non gli prestò ascolto. Così avvenne anche dopo la seconda e terza apparizione. Alla quarta la Vergine esortò Juan Diego a raccogliere delle rose e a recarsi con esse in arcivescovado. L’indio obbedì ed ecco che all’aprire del suo mantello davanti al vescovo, questi vide impresso su di esso la bellissima immagine della Madre di Dio quale si può vedere ancora oggi nel santuario fatto costruire sul luogo delle apparizioni a Guadalupe.

Dopo le apparizioni, Juan Diego orientò la sua vita decisamente verso Dio. Trascorse il suo tempo tra la coltivazione dei campi e le pratiche della religione cristiana testimoniando instancabilmente la promessa falla dalla Vergine di intervenire a favore di quanti si rivolgeranno con affetto filiale al suo cuore di Madre.

fonte: https://www.santodelgiorno.it

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