La sofferenza, a volte, ci offusca la visita e non ci permette di vedere bene le cose.
Nella sofferenza non sempre siamo all’altezza. Spesso il dolore ci fa apparire Dio lontano e cielo chiuso.
Allora la preghiera ci sembra vana e finiamo per trascurarla
E’ la tentazione terribile che ci disarma nel combattimento spirituale, e ci lascia in balia al nemico.
Nella sofferenza, l’unica nostra speranza è la preghiera
Ma c’è chi nega l’efficacia della preghiera, anche se non ne nega il valore; c’è chi si lascia prendere da un falso sentimento di indegnità che lo rende incapace di pregare, e rimane in una grave oziosità spirituale che chiude il cielo per davvero.
È necessario in questi casi continuare a pregare
La preghiera perseverante non è mai vana. Neanche quando sembra sterile, arida, distratta o mal fatta. Anche quando una grazia non è opportuna per noi, la preghiera perseverante ci dà comunque pace e rassegnazione.
Ogni abilità, ogni sensibilità, ogni virtù è un dono, un talento che possediamo, e tutti hanno uno scopo, smettiamola di confrontarci con gli altri e iniziamo a dare valore a chi siamo e a ciò che possiamo offrire al mondo.
Iniziamo a percepire le ricchezze che già portiamo dentro di noi. E quando usiamo i nostri doni per servire, essi crescono e si moltiplicano.
Dio distribuisce i talenti con saggezza
Ogni persona riceve ciò che è necessario per compiere la propria missione.
Ciò che conta non è la quantità dei doni, ma l’essere capaci di usarli e di metterli al servizio degli altri. 🙏🙏🙏
mikpi






