San Vincenzo Pallotti, Sacerdote e Fondatore – Un po’ di Pane Spirituale per Camminare in Cristo – venerdì 22 gennaio 21

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venerdì della II settimana T.O. – San Vincenzo Pallotti, Sacerdote e Fondatore – PRIMA LETTURA Eb 8,6-13; – Salmo 84 (85) – VANGELO Mc 3,3-19

Riflessione quotidiana al Vangelo per camminare in Cristo: <Ne costituì Dodici – che chiamò apostoli>…significa inviati.

… costituiti i responsabili della comunità in numero di dodici che richiama le 12 tribù dell’antico popolo di Dio. Con questa scelta Gesù fa ripartire la storia dell’alleanza da un nuovo fondamento e nucleo, destinandoli ad un incarico. Lo scopo della scelta dei dodici è duplice: stare con lui, cioè condividere in pieno il suo destino e partecipare al suo compito o missione di annunciare il regno con il suo stesso potere (cfr. 1,39). L’elenco ufficiale dei dodici incomincia con Simone e termina con Giuda. Del primo viene indicato il nuovo nome, Pietro, che Gesù gli ha dato come segno del suo nuovo destino e del suo nuovo compito storico; dell’ultimo, Giuda Iscariota, si ricorda il triste ruolo che ha avuto nella vicenda di Gesù. Anche dei due figli di Zebedeo, i fratelli Giacomo e Giovanni, viene menzionato il soprannome dato da Gesù, Boanèrghes, che Marco spiega con figli del tuono. Anche il secondo Simone riceve un soprannome per distinguerlo da Pietro e viene contraddistinto dall’appellativo cananeo, che nella lista corrispondente di Luca è tradotto con zelotés (Lc 6,15).

Quest’ultimo, assieme a Giuda, sarebbe, secondo alcuni autori, aderente al movimento degli zeloti, che propu­gnavano la liberazione della Palestina dai romani con la lotta armata. Quelli che Gesù ha scelto non sono dei puri, né degli eroi, sono galilei, uomini della classe media, i quali condividono le speranze e le paure del loro ambiente.

Da ciò si ricava pure che non era intenzione di Gesù costituire una comunità chiusa, giacché i Dodici sono destinati a portare il suo messaggio a tutto il popolo.

… infatti come il Figlio è stato mandato dal Padre, così ha mandato egli stesso gli apostoli (cfr. Gv 20,21) dicendo: «Andate dunque e ammaestrate tutte le genti, battezzandole nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro ad osservare tutto quanto vi ho comandato. Ed ecco, io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine del mondo» (Mt 28,18-20). E questo solenne comando di Cristo di annunziare la verità salvifica, la Chiesa l’ha ricevuto dagli apostoli per proseguirne l’adempimento sino all’ultimo confine della terra (cfr. At 1,8). I Dodici staranno con Gesù e saranno destinati ad essere gli araldi della Buona Notizia. Avranno anche il potere di guarire gli ammalati e di scacciare i dèmoni.

concludendo diciamo che… possiamo sempre progredire nella lunga avventura della vocazione cristiana alla sequela del messia Gesù, l’inviato del Padre, il missionario del regno, l’agnello immolato sulla croce, il Signore risorto che dà lo Spirito alla sua Chiesa. 

Oggi ti lodiamo, Padre, perché Gesù
pensò a noi scegliendo i suoi dodici apostoli
come pilastri e guide del tuo nuovo popolo, la Chiesa.

Tu chiami personalmente anche ognuno di noi
a imbarcarci con gioia e generosità incondizionata
nella grande avventura di seguire i passi di Cristo.
Egli ha l’iniziativa e noi vogliamo collaborare.

Grazie, Signore Gesù, per averci chiamati a seguirti,
a dividere la tua vita, i tuoi affanni, la tua parola,
la tua missione evangelizzatrice
e la tua passione per la giustizia,
in mezzo al nostro ambiente familiare, sociale e di lavoro.
 

fonte – sintesi: http://radici3.blogspot.com/2021/01/

San Vincenzo Pallotti, Sacerdote e Fondatore

San Vincenzo Pallotti, architetto di una società orientata a Cristo

Vincenzo Pallotti nasce a Roma, il 21 aprile 1795, in una casa in via del Pellegrino, nel rione Parione, terzo di dieci figli, da Pietro Paolo, umbro, proveniente da S. Giorgio di Cascia, e da Maria Maddalena De Rossi, romana; fu battezzato il giorno successivo, nella chiesa di S. Lorenzo in Damaso. Studiò prima presso la scuola di S. Pantaleo e successivamente al Collegio Tomano e all’Archiginnasio. Sin da giovane mostrò amore per la preghiera, la disciplina, il digiuno e la flagellazione. Fu cresimato il 10 luglio 1801 e nel 1805 ricevette la prima comunione e gli fu concesso il privilegio, inconsueto per il tempo, di ripeterla ogni giorno. A dodici anni fu posto sotto la direzione spirituale del sacerdote Bernardino Fazzini. Il 10 settembre 1817 divenne diacono; il 16 maggio 1818 fu ordinato sacerdotee il 15 luglio, dello stesso anno, conseguì la laurea in filosofia e teologia. Ottima preparazione, confessore al Seminario Romano e al Collegio Urbano di Propaganda Fide, attivo in molte opere di carità.Egli visse in un tempo in cui furono posti i fondamenti del mondo moderno e di un nuovo ordine socio-politico. Le idee dell’illuminismo, le turbolenze del periodo napoleonico, la nascita della cosiddetta “questione operaia”, che sboccò nella pubblicazione del “Manifesto comunista”, le tendenze liberali, i movimenti nazionali in Europa e lo sviluppo della stampa di massa sono solo alcuni degli eventi che caratterizzarono i tempi di Vincenzo Pallotti. Nello stesso tempo operarono Adolf Kolpng in Germania, Frederic Ozanam in Francia e Antonio Rosmini in Italia.Vincenzo vedeva i problemi che assalivano la fede e l’incremento dei compiti legati all’annuncio del Vangelo nelle terre di missione. Davanti a tali problemi che la Chiesa doveva affrontare, il Pallotti rivolse l’attenzione sulla necessità urgente di ravvivare la fede e di riaccendere la carità tra i cattolici per portare a tutti gli uomini la buona novella della salvezza.Nel territorio della città di Roma egli, insieme ad un gruppo di collaboratori, sviluppò una mole notevole di attività apostoliche. Nello stesso tempo si adoperò di unirle e coordinarle. Il 4 aprile 1835 fondò la «Societas Apostolatus Cattolici» (“Unione dell’Apostolato Cattolico”), unendo sacerdoti e fratelli, suore e laici, sposati e non sposati, nel comune impegno di vivere e di propagare insieme il Vangelo. Vincenzo Pallotti comprese che tutti i fedeli hanno con Cristo, Apostolo dell’eterno Padre, una missione per la Chiesa e per il mondo. I vescovi e i sacerdoti non possono portare da soli tutta la responsabilità dell’evangelizzazione, anche i laici hanno l’obbligo e il diritto di partecipare attivamente alla missione della Chiesa; tale concezione era nuova ai suoi tempi.L’“Unione dell’Apostolato Cattolico”  aveva il compito di risvegliare in tutti la consapevolezza della vocazione all’apostolato e di promuovere nelle diverse parti della terra un’attiva partecipazione alla missione della Chiesa. In molteplici scritti il Pallotti sviluppò la visione globale dell’opera della Chiesa, affinché la buona novella fosse portata a tutti gli uomini in modo ordinato e sistematico. Muore il 22 gennaio 1850, senza aver visto il pieno sviluppo della sua opera. I suoi collaboratori più stretti continuarono la sua missione, assicurando alla Società un ulteriore sviluppo.La U.A.C. (“Unione dell’Apostolato Cattolico”), ora conosciuta come “Società dell’Apostolato Cattolico”, conta circa 9500 membri ed è presente in 42 paesi.Papa Pio XI (Ambrogio Damiano Achille Ratti, 1922-1939) chiamò Vincenzo Pallotti “Antesignano dell’Azione Cattolica”, il Beato Paolo VI (Giovanni Battista Montini, 1963-1978) dichiarò che dal Santo ci viene “la lezione di onorare la vocazione dell’età adulta del laicato”, San Giovanni XXIII (Angelo Giuseppe Roncalli, 1958-1963) amava additarne il luminoso esempio di “sacerdote edificatissimo”. 

DOTTRINA DEL PALLOTTI SULL’EUCARESTIA

Pallotti, dove sono attestati la sua fede nell’Eucarestia e il suo insegnamento su essa.San Vincenzo Pallotti parlava dell’Eucaristia con grande rispetto e profonda venerazione, come attesta il frequente uso di superlativi, p. e. “augustissima e sacrosanta Eucarestia” , “santissimo Sacramento dell’Eucarestia” .Secondo san Vincenzo Pallotti, nell’Eucarestia è presente Dio, nell’interezza del mistero della Santissima Trinità e con tutti i suoi attributi divini. Nell’Eucarestia è presente non solo Gesù Cristo, ma anche il Padre e lo Spirito Santo. Questa sua fede la esprime in un testo scritto a Osimo nel 1840: “IDDio fatto Uomo si è fatto ancora Cibo dell’Anima mia così vuole nutrirmi con tutto Se stesso colla sua Essenza e Natura Divina, e coi suoi infiniti Attributi tutti infinitamente misericordiosi; e poiché nella SS. Eucaristia per la Circonsessione non solo v’è la Persona divina del Verbo incarnato, ma ancora il Padre, e lo Spirito Santo; e poiché IDDio eternamente, e infinitamente contempla Se stesso, così Egli misericordiosamente mi nutrisce colla sua Eterna, Infinita Contemplazione” . Continuando la contemplazione di Dio nell’Eucarestia, san Vincenzo afferma che proprio nell’Eucarestia Dio si comunica interamente all’uomo e si fa suo cibo. Nell’Eucarestia sono cibo dell’uomo: la santità di Dio – “Nella SS. Eucaristia mi nutrisce misericordiosamente colla stessa sua Santità infinita, e distrugge tutta la mia malvagità, e distrutto tutto io rimane in me IDDio santità infinita, immensa, eterna, incomprensibile” ; la perfezione di Dio – “IDDio è Perfezione infinita, eterna, immensa, e infinitamente misericordiosa, e nella SS. Eucaristia misericordiosamente mi nutrisce colla stessa sua Perfezione infinita, e distrugge tutte le mie innumerabili imperfezioni, e tutte le loro orribili conseguenze”. Nei suoi scritti si evidenzia fortemente l’aspetto cristologico dell’Eucarestia. Gesù Cristo nel Sacramento dell’Altare è per lui fratello e amico che lo aspetta e vuole parlare con lui: “Gesù con amore infinito notte e giorno mi sta aspettando nel SS. Sacramento dell’Altare e vi fa premura che voi stesso o Angelo santo mi portiate a visitarlo”.

San Vincenzo Pallotti raccomanda ai sacerdoti di celebrare la santa Messa come ci fosse il compimento del sacrificio di Gesù Cristo. In un testo indirizzato ai sacerdoti, in cui parla sul modo della disposizione per celebrare con devozione la santa Messa, egli scrive: “Consideriamo divotamente la corrispondenza fra le azioni di Gesù nella sua passione e quelle del sacerdote all’altare… Il sacerdote: và all’altare – Gesù sommo ed eterno Sacerdote: và all’Orto di Getsemani; [il sacerdote] ascende i gradini, prega e bacia l’altare – avanzano i soldati, Gesù è pronto per sacrificarsi al Padre e Giuda lo tradisce col bacio; … [il sacerdote] innalza l’Ostia consacrata – [Gesù] è levato in alto sulla Croce...” .Il sacrificio eucaristico è quindi il sacrificio di Cristo: Egli è la vittima ed è anche il sacerdote che opera tramite i ministri che agiscono in suo nome.

fonte: http://www.santiebeati.it


 

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