LOUIS RAPHAEL SAKO “ponte tra la chiesa irachena e la Santa Sede” che porterà al dialogo e collaborazione per la pace nel medio oriente

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“La croce della nostra Chiesa caldea è una croce gloriosa. Nelle nostre chiese non si trova Cristo sulla croce, ma una croce senza Cristo. Per noi cristiani, così spesso perseguitati, è speranza di risurrezione. Gesù è risorto e noi avremo la stessa sorte”. Non abbiamo paura!   Louis Raphaël Sako

il Cardinale Louis Raphael Sako, patriarca di Babilonia dei Caldei e presidente    dell’ Assemblea dei vescovi cattolici in Iraq è la speranza e il ponte tra la chiesa irachena e la Santa sede in medio oriente.

Per quanto riguarda quello che i cristiani hanno dovuto soffrire per mano dello Stato islamico, che li ha cacciati dalle loro case, arrestati e torturati cercando invano di far rinnegare loro la fede, ha dichiarato: «Non ho avuto mai paura. Anche io ho parlato con alcuni dell’Isis, per fare delle trattative, ho salvato tanta gente così. Io penso che bisogna conoscere le ragioni del perché c’è l’Isis o Al Qaida. È tutto molto complicato. Voi non sapete niente su che cos’è l’Isis. L’Isis è cieco. L’Isis è politicizzato, è chiaro, ma si basa sui versetti del Corano. I musulmani devono fare una nuova lettura dei versetti che chiedono la violenza, che pensano che solo l’islam sia la vera religione, che le altre religioni siano false. Se ci sono versetti del tempo di Maometto bisogna inserirli nel contesto, fare una esegesi, come noi abbiamo fatto.
Risultati immagini per patriarca caldeo louis sakonon tutti i musulmani sono fanatici, non bisogna generalizzare, e per natura gli iracheni sono moderati, abbiamo vissuto 35 anni in un regime laico. A rovinare tutto ci hanno pensato «gli americani, che hanno aperto le frontiere e sono entrati tutti questi fondamentalisti dalla Giordania, dall’Egitto, dallo Yemen, dall’Arabia Saudita».
Risultati immagini per patriarca caldeo louis sakoTutto ciò che succede nel Medio Oriente è colpa della politica sbagliata dell’Occidente. Le nazioni occidentali cercano solo i propri interessi. Non pensano a come rispettare questi popoli, a come aiutarli a vivere nella dignità, nella libertà, nel rispetto. In Iraq, ad esempio, a 15 anni dalla caduta del regime dov’è la democrazia, dove sono diritti umani? “. Se si vuole invertire la tendenza occorre iniziare a formare le coscienze dei cittadini e dei politici locali.
Risultati immagini per cardinale sakoIl futuro sarà migliore, ne sono certo. Ci sono segni visibili: i nostri fratelli musulmani vogliono la pace, la stabilità. Non vogliono più le guerre. Loro rifiutano questa cultura. Forse non hanno il potere ora per interromperle ma sono la forza sana del futuro”.
Stime recenti, riportate dallo stesso cardinal Sako, parlano di 1.224 cristiani uccisi, 23mila case sequestrate, 61 chiese bombardate negli ultimi 15 anni. Durante il regime di Saddam Hussein nel Paese vivevano circa un milione e mezzo di cristiani. Dopo il 2003 ne erano rimasti circa 500.000, numero poi ulteriormente sceso negli anni successivi. I tempi più recenti sono stati i più atroci (e non solo per i cristiani). Eppure il patriarca della Chiesa cattolica caldea (una comunità di origine antichissime, tanto che tuttora alcune liturgie vengono celebrate in aramaico, la lingua di Gesù) guarda al futuro con fiducia: «Siamo un piccolo gregge, ma il nostro ruolo è fondamentale».
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Oggi abbiamo bisogno di una teologia dei rifugiati, persone che tutto hanno dovuto lasciare per la loro appartenenza a Cristo e che esprimono una spiritualità formidabile. Nello stesso tempo dobbiamo pensare a una teologia del ritorno, della ricostruzione, della gioia. La nostra Chiesa è chiamata a leggere quei segni di speranza che germogliano, pur nelle fatiche, e incoraggiare la gente, come facevano gli antichi profeti ai tempi dell’esodo».

Noi siamo chiamati a essere, sale, luce e lievito. Oggi in tanti vengono a chiederci consiglio, ci chiedono di poter dialogare. Abbiamo un ruolo capitale e possiamo avere una grande influenza. Per questo alla mia gente dico di non avere paura. Il futuro è nelle nostre mani, giorno dopo giorno».

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fonte:www.vaticannews.va/it , www.vita.it , www.tempi.it , www.famigliacristiana.it ,



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