Ictus, occhio ai sintomi premonitori

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Non c’è spauracchio più giustificato dell’ictus. Con i suoi 200 mila casi l’anno, l’apoplessia (questo in gergo tecnico il nome corretto del problema che consiste in un coagulo che ostruisce il normale afflusso di sangue al cervello) è in Italia la terza causa di morte dopo le malattie cardiovascolari e i tumori. Non solo: l’ictus rappresenta nel nostro Paese la prima ragione di invalidità. Colpisce in prevalenza gli anziani (nel 75% dei casi si tratta di over 65), soprattutto gli uomini, e l’età più a rischio è molto alta: 85 anni. Ma queste caratteristiche variano a seconda del tipo di ictus:

  • l’ictus ischemico, il più frequente, riguarda specialmente gli uomini over 70;
  • l’ictus emorragico intraparenchimale (che rappresenta circa il 20% dei casi totali) colpisce soggetti meno anziani e comunque in prevalenza maschi;
  • l’emorragia subaracnoidea, invece, è tipica delle donne di circa 50 anni.
  • Disturbi del linguaggio: difficoltà ad articolare un discorso, a pronunciare anche parole molto semplici.
  • Difficoltà a comprendere frasi e discorsi di altri.
  • Debolezza temporanea di un braccio o di una gamba, oppure perdita di sensibilità o formicolii agli arti, difficoltà di muovere le dita di mani e piedi.
  • Un inspiegabile, improvviso e fortissimo mal di testa, che non passa neanche facendo ricorso ad antidolorifici.
  • Alterazione nella visione degli oggetti, che vengono percepiti in maniera anomala, spesso da un solo occhio.
  • Sensazione di vertigine, capogiro, sbandamento e tendenza a perdere l’equilibrio senza una ragione precisa.

Questi sintomi potrebbero anche scomparire nel giro di 24 ore: in questo caso, con ogni probabilità si sarà trattato di un Transient Ischemic Attack (TIA), vale a dire di un attacco ischemico transitorio, una sorta di piccolo ictus leggero, provocato da una occlusione soltanto transitoria di un vaso arterioso. Attenzione, però, perché anche un ictus così lieve è una spia da non sottovalutare: chi ne è vittima, infatti, ha una probabilità 10 volte superiore di essere colpito da un ictus vero e proprio.

Come comportarsi di fronte a uno o più sintomi di possibile ictus? C’è una sola risposta a questa domanda: il paziente deve essere trasportato al più presto al Pronto Soccorso . L’ideale sarebbe la struttura sanitaria prevedesse al suo interno una “Stroke Unit”, le unità specializzate nel trattamento degli ictus. Inutile chiamare semplicemente una guardia medica o il medico di famiglia, o peggio ancora mettersi a letto nella speranza che i sintomi passino da soli. Di fronte a un possibile ictus, anche pochi minuti possono essere preziosi.

fonte:staibene.it



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