STEMMI AUTO, quale significato…

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Dietro un Marchio si nasconde più di un semplice segno grafico. Spesso abbiamo infatti a che fare con simboli particolari che ci riportano agli albori di questa o quella Casa automobilistica. Ecco quindi una breve carrellata che spiega il perché degli stemmi più significativi.

 Abarth
Lo scorpione è il segno zodiacale del fondatore Karl Abarth (nato il 15 novembre 1908). Nel 1949 l’ingegnere austriaco creò l’azienda che ancora oggi porta il suo nome. Il rosso e il giallo sullo sfondo sono invece i colori dell’Alto Adige e della città di Merano, zona di origine del padre.
 Bentley
Il nome deriva dal fondatore Walter Owen Bentley, che nel 1919 cominciò la propria avventura nel campo delle auto sportive. Lo stemma della “B” alata fu introdotto nel 1930.
 BMW
Bayerische Motoren Werke, fabbrica bavarese di motori. Questo il significato dell’acronimo della Casa tedesca, nata nel 1916. Il logo raffigura un’elica in movimento (per ricordare l’attività di costruttore di propulsori di aeroplani cessata dopo la Seconda Guerra Mondiale) ma i colori bianco e azzurro sono anche quelli della Baviera.
 Cadillac
Antoine Laumet de La Mothe, signore di Cadillac, fu l’esploratore francese che nel 1701 fondò la città di Detroit, in seguito capitale dell’automobile americana. L’attuale logo, modificato nel 2002 in occasione del centenario del marchio, è una versione stilizzata dello stemma della famiglia de La Mothe.
 Chevrolet
La Casa americana nacque nel 1911 dal fondatore della GM William C. Durant e dal pilota svizzero Louis Chevrolet. Lo stemma non è altro che la croce della bandiera elvetica allargata ai lati.
 Chrysler
Nel 1925 Walter Chrysler creò ad Auburn Hills, un sobborgo di Detroit, l’azienda che porta il suo nome. Il logo alato è stato creato nel 1998 ma il medaglione all’interno è lo stesso che equipaggiava i primi modelli della Casa americana.
 Citroen
Prima di fondare nel 1919 la celebre Casa automobilistica che prende il suo nome, André Citroën produceva ingranaggi. Il logo del brand francese, recentemente ristilizzato, raffigura quelli bielicoidali.
 Corvette
In Europa e in Giappone la supercar Chevrolet viene venduta con un marchio a parte. Il nome Corvette deriva da una nave da guerra piccola e leggera mentre lo stemma ha una genesi più complessa. La bandiera a scacchi sulla sinistra simboleggia il mondo delle competizioni, quella rossa a destra comprende il logo Chevrolet (che a sua volta si ispira alla croce svizzera) e un giglio, un simbolo nobile francese che rappresenta le origini transalpine del cognome del fondatore e richiama la purezza e la pace.
 Dacia
Gli antichi Romani chiamavano “Dacia” il territorio che comprendeva gran parte dell’attuale Romania. Da qui il nome della Casa, fondata nel 1966 e ora appartenente al gruppo Renault, che ha recentemente ristilizzato il suo tipico stemma dalla forma triangolare.
 Daiahtsu
La più antica Casa automobilistica giapponese venne fondata nel 1907 con il nome di “Hatsudoki Seizo Co.” (fabbrica di motori). Solo a partire dal 1951 fu creato l’acronimo Daihatsu: da “Dai” (primo ideogramma della città di Osaka, luogo di nascita del marchio) e “Hatsu” (termine riferito ai propulsori).
 Dodge
Creata dai fratelli americani John e Horace Dodge nel 1914, la Casa statunitense adottò l’ariete (simbolo di robustezza e solidità) dal 1932 agli anni ’50 e lo ripropose gradualmente a partire dagli anni ’70. Entro la fine del 2010 questo animale possente caratterizzerà solo i veicoli commerciali Ram.
 DR
La sigla indica le iniziali del cognome del fondatore, il molisano Massimo di Risio. Il colore argento rappresenta il prestigio, la qualità e l’affidabilità.
 Ferrari
Il colore giallo è lo stesso della città di Modena mentre il mitico cavallino rampante era l’insegna dell’asso dell’aviazione della Prima Guerra Mondiale Francesco Baracca. Fu la stessa madre del pilota nel 1923 a donare l’emblema ad un giovane Enzo Ferrari, il quale cominciò ad utilizzarlo per le sue vetture a partire dal 1932. Leggenda vuole che Baracca avesse preso l’insegna del cavallino dal quinto nemico abbattuto in volo (impresa che garantiva la qualifica di “asso”), un pilota tedesco che aveva sulla coda il simbolo della città di Stoccarda. Se fosse vero, i due equini presenti negli stemmi di Ferrari e Porsche avrebbero la stessa origine.
 Fiat
Fabbrica Italiana Automobili Torino: anche i muri conoscono il significato di questa sigla. Il nuovo logo con sfondo rosso, introdotto nel 2007, riprende lo stile degli stemmi usati dalla Casa torinese tra gli anni Trenta e Sessanta.
 Ford
Il 16 giugno 1903 Henry Ford diede il via alle attività dell’azienda che porta ancora oggi il suo nome. La scritta dello stemma fu realizzata dal suo braccio destro C. Harold Wills, il contorno ovale (marchio di garanzia di economia e affidabilità) arrivò nel 1912 mentre la colorazione blu risale al 1928.
 Honda
Fondata da Soichiro Honda nel 1948, la Casa giapponese utilizza lo stesso logo dal 1963. Attenzione ai dettagli, però: su alcuni modelli la H tocca il contorno, su altri no…
 Hyundai
Nato nel 1947 come impresa edile, il brand asiatico ha creato la sua divisione automobilistica vent’anni più tardi. Il nome “hyundai” significa “modernità” in coreano mentre il logo non raffigura solo una “H” stilizzata ma due persone (la Casa e il cliente) che si stringono la mano.
 Infiniti
Il logo del brand di lusso del gruppo Nissan assomiglia ad una forma di formaggio tagliata ma il suo significato reale è duplice: un’autostrada diretta verso l’infinito e il Monte Fuji, la vetta più alta del Giappone.
 IVECO
Creata nel 1975 dall’unione di tre Case specializzate in camion (l’italiana Fiat Veicoli Industriali, la francese Unic e la tedesca Magirus Deutz). La sigla non è altro che l’acronimo di Industrial VEhicles COrporation (Corporazione per la produzione di veicoli industriali).
 Jaguar 
La Casa inglese nacque nel 1922 con il nome Swallow Sidecar Company, ma nel 1945 la sigla SS (che ricordava la famigerata unità paramilitare nazista) fu sostituita con il più rassicurante “giaguaro”. Felino che compare nella variante uguale al logo solo sul volante dell’ammiraglia XJ.
 Jeep
“General Purpose Vehicle” (veicolo per uso generale). La sigla “jeep” deriva dall’acronimo GP, che caratterizzava i mezzi a trazione integrale utili in ambito militare. Nel 1950 è diventata un marchio registrato.
 KIA
Una vocazione internazionale fin dalla sigla: in coreano il termine “ki” significa “uscire fuori”, mentre la lettera “a” finale rappresenta l’Asia. Nata nel 1944 come azienda produttrice di biciclette e tubi di acciaio, ha preso il nome attuale nel 1952 e iniziato a costruire auto nel 1974.
 Lada
Con questo nome vengono battezzate tutte le auto russe della Avtovaz (azienda nata nel 1966) destinate all’esportazione. La barca nel logo, chiamata anch’essa “lada”, fu usata dai vichinghi per colonizzare la zona di San Pietroburgo e successivamente dalle popolazioni che si affacciavano sul fiume Volga.
 Lamborghini
L’imprenditore Ferruccio Lamborghini (nato il 28 aprile 1916 sotto il segno del Toro, ecco spiegato lo stemma) produceva trattori dal 1948 ed era un affezionato cliente delle Rosse di Maranello. Dopo un’accesa discussione con Enzo Ferrari a proposito della debolezza delle frizioni del Cavallino decise di costruire anche automobili a partire dal 1963.
 Lancia
Fondata nel 1906 da Vincenzo Lancia, la Casa torinese ha cambiato logo nel 2007. Il nuovo stemma, molto discusso, mantiene il tipico colore blu (presente fin dal 1911) mentre il cerchio con due punte serve a concentrare l’attenzione sulla scritta “Lancia” al centro dello scudo.
 Land Rover
La prima fuoristrada inglese fu creata nel 1948 dalla Rover (termine traducibile in “vagabondo”). La sigla “Land” (terra) richiama le virtù fuoristradistiche della vettura mentre l’ovale verde riprende una scatola di sardine, mangiate dai tecnici durante le prime fasi di test del mezzo.
 Lexus
Le origini del nome del marchio di lusso Toyota, nato nel 1989 per sfidare Mercedes e BMW soprattutto sul mercato americano, non sono molto chiare. La versione più accreditata parla di un acronimo (Luxury EXports to the US, esportazioni di lusso negli Stati Uniti).
 Lotus
Le quattro lettere intrecciate sono le iniziali complete del fondatore (Anthony Colin Bruce Chapman, meglio conosciuto come Colin), il cerchio giallo è il sole mentre la tipica colorazione verde inglese usata per la zona triangolare è la stessa utilizzata dalle auto da corsa britanniche. Il significato del nome Lotus è un segreto ben custodito, pare che sia il soprannome della moglie di Chapman. Dal 1968 (anno della morte del pilota di F1 Jim Clark) al 1982 – quando è deceduto Chapman – il logo è stato nero in segno di lutto.
 Mahindra
La Casa indiana (che prende il nome dal suo fondatore) nacque nel 1945 per costruire Jeep su licenza. Il nuovo logo, lanciato all’inizio del terzo millennio, simboleggia la crescita e l’espansione verso nuovi orizzonti.
 Maserati
Furono ben cinque i fratelli Maserati che nel 1914 crearono a Bologna l’azienda che ancora oggi porta il loro cognome. Il celebre tridente, disegnato da Mario (l’artista della famiglia), è ispirato a quello della Fontana del Nettuno presente nel capoluogo emiliano.
 Maybach
Era il 1909 quando Wilhelm Maybach fondò la Casa omonima specializzata in vetture di lusso. La produzione di auto, sospesa nel 1940, riprese nel 2002 quando la Mercedes decise di rispolverare il brand per creare una rivale della Rolls-Royce. La doppia “M” nello stemma sta per “Maybach Manukaftur”.
 Mazda
Il nome Mazda deriva da Ahura Mazda, la più grande divinità dello zoroastrismo, ma è anche una versione storpiata del cognome del fondatore Jujiro Matsuda. Dopo tanti cambiamenti di logo quello attuale (datato 1997) simboleggia una “M” stilizzata e delle ali per volare verso il futuro.
 Mercedes
Mercedes era il nome della figlia di Emil Jellinek, uomo d’affari austro-ungarico (nonché cliente affezionato delle vetture prodotte dalla Daimler) che nel 1900 commissionò alla Casa tedesca 36 vetture da competizione, imponendo di battezzarne i motori con il nome Mercedes. Il successo di queste auto portò alla progressiva adozione di questa sigla su tutti i modelli, fino a diventare un brand a tutti gli effetti nel 1926. Le tre punte della Stella rappresentano l’aria, la terra e l’acqua: gli ambienti in cui i motori Daimler potevano essere sfruttati.
 MINI
Per battezzare la prima Mini nel 1959, la Casa inglese Morris decise di abbreviare il termine “minimum” (che significa “il più piccolo”). Il logo attuale alato è stato introdotto nel 1996 con la settima generazione, l’ultima della “vecchia guardia”.
 Mitsubishi
Di solito, quando nasce un’azienda, viene deciso prima il nome del logo. Per la Casa giapponese è avvenuto l’esatto contrario. Lo stemma raffigura infatti tre (“mitsu” in giapponese) rombi (“bishi”, termine che significa anche “diamanti”).
 Nissan
L’acronimo di Nippon Sangyo, ossia “industria giapponese”: non certo il massimo dell’originalità. Nel logo il cerchio dietro la scritta rappresenta il sole che sorge.
 Opel
Fondata nel 1863 da Adam Opel per costruire macchine da cucire, la Casa teutonica ha iniziato a produrre auto nel 1899. Il logo della società, un cerchio attraversato da un fulmine (“Blitz” in tedesco, nome di una delle prime biciclette realizzate), è stato introdotto nel 1963 e ristilizzato lo scorso anno.
 Porsche
Le origini della Casa fondata da Ferdinand Porsche risalgono al 1931 ma l’attuale stemma è datato 1953. Il logo si ispira al vecchio simbolo dello Stato Libero del Württemberg, entità geografica con capitale Stoccarda (attuale sede del brand) attiva dal 1918 al 1945 e successivamente unita al Baden per creare il territorio del Baden-Württemberg. La cavallina al centro è proprio l’emblema di Stoccarda, le strisce rosso-nere furono usate per la prima volta nel 1816 mentre le parti nere sono dei palchi, termine corretto per indicare le corna dei cervi.
 Renault
Il 25 febbraio 1899 Louis Renault creò a Parigi l’azienda che ancora oggi porta il suo nome. Dopo tante modifiche il logo del rombo debuttò nel 1925. Semplice da realizzare, si è evoluto nel corso degli anni fino all’ultima generazione del 2007.
 Rolls Royce
Fin dall’anno della fondazione, nel 1906, lo stemma era formato dalle due iniziali dei fondatori (Charles Stewart Rolls e Henry Royce) scritte in rosso. La leggenda dice che nel 1933 diventarono nere in segno di lutto per la morte di Royce ma in realtà il cambiamento del colore (che si abbinava meglio alle tinte scelte dai clienti per la carrozzeria) era già stato deciso prima dell’evento tragico.
SAAB
Svenska Aeroplan AktieBolag (traducibile in “Aeroplani Svedesi S.p.A.”). L’azienda scandinava, nata nel 1937 e specializzata nell’aviazione, ha ampliato i suoi orizzonti in campo automobilistico nel 1947. Il logo del grifone (simbolo della provincia svedese della Scania, dov’è nata l’omonima fabbrica di camion) presente sui cofani delle Saab dal 1984 verrà presto abbandonato per lasciare spazio solo alla scritta.
 Seat
Quest’anno la “Sociedad Española de Automóviles de Turismo” compie sessant’anni, anche se la prima vettura fu prodotta solo nel 1953. Il logo attuale è datato 1999 e si ispira alla “S” graffiata utilizzata a partire dagli anni Ottanta.
 Skoda
Fondata nel 1895 con il nome di Laurin & Klement, la Casa ceca fu assorbita nel 1924 dal colosso industriale Skoda (che prende il nome dal fondatore Emil). La freccia alata, inventata nel 1926, simboleggia l’avanguardia, l’occhio la precisione e la corona d’alloro le vittorie sportive. Lo stemma, ristilizzato nel 1990, ha portato un cerchio di colore nero (che rappresenta la tradizione) e la freccia è passata da blu a verde (in onore dell’ambiente).
 Smart
Il termine significa “furbo” in inglese ma è in realtà l’acronimo di “Swatch Mercedes ART” (l’azienda, nata nel 1994, inizialmente vedeva l’apporto del noto brand svizzero di orologi). L’attuale logo (introdotto nel 2003) rappresenta la “C” di Compact e una freccia che invoglia a “pensare avanti”.
 Ssangyong
La Casa cinese, nata nel 1988, è famosa per i cloni. Oltre alle copie della vecchia BMW X5 (la Ceo) e della Smart fortwo (la Noble, per fortuna non importata in Italia), anche il logo ricorda molto il vecchio stemma della Ssangyong. Shuanghuan in cinese vuol dire “doppio anello” ma (con ideogrammi diversi e una pronuncia simile) può avere altri significati: i più divertenti “vedova allegra” e…”doppio disastro”.
 Subaru
La divisione automobilistica della Fuji Heavy Industries, nata nel 1954, è il nome giapponese della costellazione delle Pleiadi. Lo stemma, composto da una stella grande e da cinque piccole, simboleggia le aziende che dopo la Seconda Guerra Mondiale si unirono per creare la FHI.
 Suzuki
Era il 1909 quando Michio Suzuki fondò ad Hamamatsu l’azienda di macchine tessili (successivamente passata alla produzione di veicoli a motore) che ancora oggi porta il suo nome. Il logo a forma di “S” è stato introdotto a partire dall’ottobre del 1958.
 Tata
La Casa indiana, creata nel 1945, appartiene alla multinazionale omonima (nata nel 1868) fondata da Jamsetji Tata. Il logo attuale, presente dal 1999, simboleggia – oltre che una “T” – la precisione, il futuro e una “fonte della conoscenza”.
 Toyota
Come la Suzuki, nacque (nel 1926) come fabbrica di macchine tessili. Il fondatore, Sakichi Toyoda, scelse di chiamare la propria società Toyota per motivi scaramantici (per scrivere Toyota in giapponese ci vogliono otto – numero fortunato – colpi di pennello). Le tre ellissi dello stemma (presentato nel 1989 e montato sulle vetture a partire dal 1991) formano la lettera “T” e raffigurano la relazione tra l’azienda e il cliente. L’ovale che racchiude il tutto simboleggia invece l’espansione della tecnologia Toyota e il potenziale illimitato della Casa nipponica.
 Volkswagen
L’auto (“wagen”) del popolo (“volks”) ha un logo semplice e tondo che richiama le iniziali “V” e “W”. Lo stemma fu disegnato dall’ingegnere austriaco Franz Reimspiess, lo stesso uomo che si occupò dello sviluppo del motore del Maggiolino.
 Volvo
Nata nel 1927 come sussidiaria della SKF (fabbrica di cuscinetti a sfera), la Casa svedese ha un nome che è la traduzione latina della prima persona singolare presente del verbo “rotolare” (“io rotolo”). Il logo, recentemente modificato, è l’antico simbolo chimico del ferro: rappresenta la resistenza.
fonte:http://www.parolesottovetro.com



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